Mi è venuto in mente questa notte che mi piacerebbe avere un animale che mi faccia compagnia e di cui occuparmi. Ieri notte pensavo a un serpente ma questa mattina l’idea ha preso forme definite e si è rivelata per ciò che era: impossibile. Così ho pensato di chiedere a mia mamma se potevo prendere un gattino, dato che ne abbiamo avuta una vissuta 15 anni per cui ho esperienza. Mi ha detto di si, ma a patto che me ne occupassi interamente io. All’inizio ero contenta, immaginavo di riavere finalmente un gatto insieme a me. Poi mi sono resa conto che non si può avere un animale senza una famiglia che ti da una mano. Se solo dovessi partire un giorno, cosa che non mi accade da parecchio tempo, chi si prenderebbe cura del mio gattino? C’è il rischio che mia mammma lo faccia morire di fame, nelle sue assurde convinzioni che ogni cosa che facciamo sia un complotto contro di lei? Così sono ricaduta nuovamente in lacrime, pensando a come la vicenda del gatto sia la dimostrazione della mia totale solitudine e ho provato così tanta “invidia” verso i miei amici, che hanno addirittura un cane e fanno a turno per portarlo fuori e se ne occupano tutti. Non voglio rischiare di prendere un gattino e poi farlo vivere in una brutta famiglia dove rischia di rimanere senza cibo se io esco. Anche se sono sempre in casa. È il concetto, è l’idea di non avere nessuno, neppure per darmi una mano con un gatto, a farmi stare da schifo.
Vorrei non avere più pensieri e mollare tutto, mollare l’università e trovarmi un lavoro umile e semplice. Vorrei non aver mai studiato ed essere una di quelle persone che può andare a lavorare e basta. Un lavoro semplice, niente colloqui, niente stress, una paga bassa ma in fondo che importanza ha. Ma oramai è troppo tardi per mollare, con solo due esami fuori sarebbe un rimpianto enorme. Così sono obbligata.
Ci penso ancora per il gattino, ho troppo bisogno di qualcuno cui importi se mi alzo la mattina

Sotto le coperte, capelli ancora bagnati, mia sorella respira piano nel letto dall’altra parte della stanza. Tanti pensieri affollano la testa, tutti causati di un origine comune. La paura striscia attorno a me e si avvinghia alle caviglie, come una serpe si attorciglia su per le gambe e poi il petto, raggiungendo il cuore. Li si ferma poco, poi subito riparte e raggiunge la mente, il serpente ne prende possesso e la paura domina ogni cosa

Sotto le coperte, capelli ancora bagnati, mia sorella respira piano nel letto dall’altra parte della stanza. Tanti pensieri affollano la testa, tutti causati di un origine comune. La paura striscia attorno a me e si avvinghia alle caviglie, come una serpe si attorciglia su per le gambe e poi il petto, raggiungendo il cuore. Li si ferma poco, poi subito riparte e raggiunge la mente, il serpente ne prende possesso e la paura domina ogni cosa

23:38 LA SERPE

Sotto le coperte, capelli ancora bagnati, mia sorella respira piano nel letto dall’altra parte della stanza. Tanti pensieri affollano la testa, tutti causati di un origine comune. La paura striscia attorno a me e mi avvinghia alle caviglie, come una serpe si attorciglia su per le gambe e poi il petto, raggiungendo il cuore. Li si ferma poco, poi subito riparte e raggiunge la mente, il serpente ne prende possesso e la paura domina ogni cosa.

27/07/14

Caro jack
Oggi è ufficialmente finito il mio periodo di relax, ho preso in mano statistica e mi sono resa conto di non capire nulla. Oramai è passato un anno e mezzo dalle lezioni per cui è come se non avessi mai seguito. Mi rendo conto di aver fatto un enorme sbaglio a non fare subito questo esame e continuo a chiedermi perché, per quale motivo, e ricordo che il primo anno alla specialistica è stato davvero brutto e che è morto il nonno quando avevo programmato di studiare, per cui forse non poteva andare che cosi, però non mi do pace. Non sono pronta al mese che mi aspetta: dovrò studiare dalla mattina alla sera per un esame che mi terrorizza perché orale. Ma che mostro orribile può fare statistica orale. Sono in ritardo.